LIBERTA' di domenica 15 aprile 2007 > Provincia

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«Le terme non saranno dei nudisti»

I progetti di Pasquali: «Lungo il Trebbia servono spiagge attrezzate per tutti»

bobbio - I piani che il sindaco Roberto Pasquali ha nel cassetto per rilanciare le terme di Bobbio non assomigliano affatto a quelli proposti dai naturisti piacentini.
«La riapertura dello stabilimento è una priorità per il Comune, speriamo che lo diventi per la Regione Emilia Romagna. Il loro finanziamento potrebbe aiutarci davvero a ripartire - spiega il primo cittadino -. Sarebbe importante che da Bologna arrivasse anche il via libera a gestire il tratto di fiume di nostra competenze. Le idee non mancano, come quella della pesca "no kill" a San Salvatore o la creazione di spiagge attrezzate con servizi igienici, posti auto, noleggio sdraio e ombrellone, sabbia e punto di ristoro. Spiagge aperte a tutti quanti, però, non riservate a questa o a quella categoria».
Ennio Soresi, portavoce provinciale dei naturisti dell'Anita e dell'Aner, ricevuto mercoledì scorso dal sindaco di Marsaglia Ettore Bossini per discutere dell'oasi di Rovaiola, aveva auspicato un "allargamento" del progetto alle terme di Bobbio, chiuse dalla fine degli anni Novanta. Pasquali, che finora si era tenuto volutamente fuori dal polverone di polemiche attorno al "paradiso" per nudisti, ora ha qualcosa da ridire: «Un'oasi sul Trebbia da 1,6 milioni di euro meriterebbe di essere realizzata per tutti, fruibile non solo dai naturisti, visto che stiamo parlando di soldi pubblici. Io ho qualche dubbio che ci sia la disponibilità di tutto questo denaro e non vorrei che alla fine l'idea restasse sulla carta».
Il sindaco di Bobbio è tuttavia disposto a riparlarne: «Se il consiglio comunale di Marsaglia vorrà ripensarci, Bobbio risponderà "presente". Io auspicherei un progetto di vallata, maggiormente condiviso, con spiagge attrezzate per tutti i turisti, non solamente di nicchia. All'interno di un progetto di ampio respiro potrebbe anche starci uno spazio per i naturisti». Pasquali condivide quanto scritto da don Guido Migliavacca e don Aldo Maggi: «La storia dei naturisti da tutta Europa che risollevano l'economia della Valtrebbia non regge, su questo i parroci hanno pienamente ragione. Ribadisco poi la mia contrarietà alla legge regionale che dà facoltà a ciascun Comune di creare un'oasi nudista. Il turismo di nicchia non crea né posti di lavoro, né porta denaro alle attività commerciali. Va a finire che a Rovaiola non verranno più nemmeno gli sportivi ambientalisti: alla confluenza del torrente Aveto, infatti, si pratica la pesca "no kill", ovvero il pesce si rigetta in acqua. L'oasi attrezzata solo per i nudisti rischia di tenere lontano tutti gli altri bagnanti. Con il risultato di chiudere una delle più belle vallate d'Italia, come scrisse Ernest Hemingway».
M.B.

 

BOBBIO - Il centro termale sulle rive del Trebbia è chiuso dalla fine
degli anni Novanta: Pasquali vuole
riaprirlo, ma respinge l'idea
di farne un'oasi per naturisti