LIBERTA' di mercoledì 3 agosto 2005 > Provincia
Le associazioni: «Siamo
tornati nel Medioevo»

PIACENZA - «Una caduta nel Medioevo: nessuno si sogna più di denunciare un
naturista per atti contrari alla pubblica decenza. Le denunce sono
infondate e noi ci aspettiamo l'archiviazione». A parlare è l'avvocato
Jean Pascal Marcacci, difensore dei sei naturisti denunciati - come
abbiamo riferito ieri - dai carabinieri che hanno contestato loro il reato
previsto dall'articolo 726 del Codice penale. L'avvocato bolognese,
naturista a sua volta (è presidente dell'Associazione naturisti Emilia
Romagna. l'Aner) cita le recenti sentenze della Cassazione che «hanno
stabilito che non si dà reato per naturisti, ossia coloro che prendono il
sole nudi in luoghi tradizionalmente loro deputati». La giurisprudenza
della Corte di Cassazione - aggiunge Marcacci - avrebbe già stabilito che
non può considerarsi indecente la nudità dei naturisti in una zona da essi
tradizionalmente frequentata. E che in Trebbia ci fosse una tradizione in
tal senso, lo dicono alcune delle sei persone (piacentine e lombarde)
denunciate: «Veniamo qui da vent'anni e mai ci era capitato che le forze
dell'ordine ci denunciassero». «I carabinieri - rincara la dose l'avvocato
- hanno censurato una condotta legittima. Le denunce porteranno ad
un'assoluzione piena, e speriamo addirittura all'archiviazione immediata.
Qui non si tratta di un nudo in mezzo alla piazza, ma sul Trebbia, in una
zona protetta». Il caso non ha mancato di far discutere anche a livello
nazionale: Simona Carletti, del direttivo della Federazione naturista
italiana, in un suo comunicato addita «sindaci moralizzatori e carabinieri
censori che organizzano vere e proprie azioni repressive ai danni di chi
compie una scelta di vita sana, rispettosa del prossimo e dell'ambiente
naturale». Poi cita espressamente il caso di Bobbio (i naturisti
denunciati erano - scrive - «in un'ansa isolata alla quale si accede con
notevole difficoltà») e invoca l'approvazione di un disegno di legge che
regolamenti la materia. Almeno tre sono i disegni di legge che giacciono
in Parlamento: uno dei Ds (primo firmatario l'onorevole Franco Grillini),
uno dei Verdi presentato da Alfonso Pecoraro Scanio e uno di Forza Italia:
«disegni che - chiarisce l'avvocato Marcacci - saranno unificati e
apriranno le porte ad una regolamentazione di luoghi con finalità
turistico-ricreative in cui praticare il naturismo. Nel frattempo in
Regione Emilia Romagna, la regione italiana campione del naturismo, c'è un
disegno di legge (il 297/21) presentato dai Verdi e appoggiato da tutti i
partiti che permetterà a imprenditori privati di fare strutture per
naturisti, ricevendo anche contributi a fondo perduto». «Quindi dalla
prossima estate - si augura il difensore del nudo integrale - non ci sarà
proprio nessuno spazio per la repressione». Non solo: si assocerà il
turismo e il naturismo, un'accoppiata che secondo Marcacci «è davvero
vincente».
d.m.
