LIBERTA' di giovedì 5 aprile 2007 > Provincia
L'idea che piace al Comune di Marsaglia criticata dalla diocesi. «Si
scivola in basso in nome di fantasiosi ritorni economici»
Parte la "scomunica"
per l'oasi naturista
Don
Migliavacca scrive sulla "Trebbia": scelta assurda e impopolare

BOBBIO - E' partita la "scomunica" per l'oasi naturista a Rovaiola.
L'idea che tanto piace al consiglio comunale di Marsaglia lascia invece
senza parole la diocesi di Piacenza-Bobbio. «Con tutte le iniziative che
si potrebbero attuare per aiutare i nostri paesi a sopravvivere -
sostiene don Guido Migliavacca - si è scivolati tanto in basso da
scegliere questo progetto, discutibile, contestabile e, per quanto ci si
sforzi di dimostrare il contrario, impopolare e sgradito a molti». Alla
controversa vicenda il numero di Pasqua del settimanale cattolico "La
Trebbia" ha dedicato un'intera pagina.
"Il
sonno della ragione e i naturisti in Valtrebbia", recita il titolo
scomodando addirittura Francisco Goya. Ma questo parco attrezzato non
godeva di alto gradimento? «Di sicuro non piace alla gente di buon senso
e di buon gusto. E nemmeno ai parroci di tutta la zona che si oppongono
a questa disgustosa e sgradevole trovata», ribatte don Guido. A lui, si
è ormai capito, il progetto non va proprio giù e ha deciso di farlo
sapere a chiunque con la forza delle 3.500 copie del periodico che
dirige dal 1966.
«Per
smontare l'impianto fantasioso e fantapolitico nato attorno all'idea che
i nudisti salveranno la Valtrebbia mi sono bastati sei punti», precisa
il sacerdote-giornalista anticipando i contenuti dell'articolo che esce
oggi. Nel mirino di Migliavacca finiscono in primis il «trionfalismo»
con cui è stata accolta l'idea del campo naturista e certe affermazioni
sentite al consiglio comunale di Marsaglia del 28 marzo. Ma il bello
viene qualche riga più sotto: «E' probabile che il progetto finisca per
allontanare i turisti dalla Valtrebbia, come giustamente sostiene la
gente di qui discutendo al bar. E nessuno poi crede alla favola di
migliaia di naturisti in arrivo: il campo che circa vent'anni fa era
stato creato sul Po nella zona di Castelsangiovanni in breve tempo si è
esaurito per mancanza di gente», ricorda don Guido.
«Che
dire poi di questi fantasiosi ritorni economici? I turisti da anni,
forse da sempre, qui si portano il pacchetto con il panino, la cotoletta
alla milanese e un frutto. Non fanno acqua i ristoranti di alcune nostre
zone? Ma quale prospettive di guadagno, i naturisti arriverebbero con il
camper fornito di tutto. Non illudiamo la gente, in tutto ci vuole
onestà intellettuale. Se poi la nostra Valtrebbia dovesse gloriarsi di
riuscire ad attuare "il maggior progetto di valenza turistica della
provincia con un'oasi per nudisti", non penso che ciò potrebbe essere
motivo di vanto e di orgoglio» si legge nell'articolo, scritto dal
direttore in punta di penna e non senza ironia.
Da
questa mattina "La Trebbia" arriverà nelle famiglie della diocesi e, c'è
da scommettere, non mancheranno le polemiche. Ma don Guido è sicuro: «Su
tutta questa vicenda la gente si chiede il perché e scuote la testa».
Michele Borghi
