L’avventura di PcNat, iniziò verso la fine dell’ormai
lontano 1999, con una mia lettera pubblicata sulla rivista Infonaturista,
nella quale invitavo i piacentini iscritti alle varie associazioni
naturiste a mettersi in contatto con me, per così dar luogo alla nascita
di un’iniziativa naturista nella nostra zona.
Consapevole del fatto che il naturismo era largamente praticato da decenni
lungo il corso del Trebbia, non avevo alcun dubbio che, una volta lanciata
l’idea, gran parte delle persone che in modo del tutto solitario si
isolavano nella valle, avrebbero assecondato il progetto, dando vita ad un
gruppo naturista locale. Peccavo ovviamente di troppo
ottimismo. Passarono lunghi mesi prima che la lettera fu
presa in considerazione e pubblicata, e quando apparve sulla rivista,
ancora altrettanti mesi per veder apparire quel che era l’unica risposta
al mio appello. Era una lettera un po’ spiegazzata che
arrivava da Corso ed esordiva più o meno cosi:
Mi chiamo Alfredo B. ed abito a Corso.
Sono naturista iscritto ANITA e guardia ecologica con autorizzazione ad
elevare contravvenzione ecc. ecc.
Seguendo, lo scrivente mi lasciava un numero
telefonico, con l’invito di interpellarlo. Eravamo ormai
nell’estate del 2000. Pieno di buoni propositi, posai da
qualche parte lo scritto con l’intenzione, a breve, di prendere contatto
con lo sconosciuto. Il carattere nomade della mia vita e
qualche impegno famigliare fecero passare un po’ di tempo, un certo
disordine e tanta sbadataggine operarono sul resto e l’estate finì senza
nulla di concretizzato e, con essa, anche il mio spirito naturista se ne
andò in letargo. Passarono altri mesi ed arrivammo
all’Aprile del 2001. In quei periodi mi sentivo Don
Chisciotte, mentre la parte dei mulini a vento era interpretata dalle cave
estrattive. Un giorno, cercando documenti riguardanti la
mia personale battaglia contro chi mi fregava il fondo del Trebbia, mi
tornò in mano quella lettera spiegazzata; ricordai che chi la scriveva era
una guardia ecologica e quindi, un mio possibile alleato nella battaglia
di quei momenti. Chiamai lo sconosciuto, esposi le mie
idee e ci accordammo per fare assieme un sopralluogo sul posto.
Conobbi così Alfredo. Inutile dire che, come ogni buon
Don Chisciotte, anch’io persi la mia battaglia contro i mulini a vento, ma
in compenso trovai un amico con cui buttare le basi per il naturismo
locale. All’inizio, come gruppo naturista ci si
presentava un po’ svigoriti; Eravamo in tre, io Cristina ed Alfredo.
Terminò così anche l’Estate del 2001 senza ancora un chiaro concetto su
cosa si volesse fare, ma soprattutto, senza sapere da dove iniziare.
Nell’inverno di quell’anno, l’idea e la pubblicazione del nostro primo
sito web. Si chiamava Piacenza Naturista e più che un
vero e proprio sito web, si trattava di spazio concesso da un grosso
provider. I nostri tentativi d’approccio all’informatica
furono a dir poco ridicoli; persino una gallina avrebbe potuto far meglio.
Questo primo sito naufragò dopo pochi mesi e per sciocca ragione, servì
però a farci capire che per i nostri scopi, il web sarebbe stato con
certezza un valido alleato. Costruimmo un secondo sito,
utilizzando sempre lo stesso spazio web gratuito; esso si sostituì con
progressione al primo, cominciando a riguadagnare iscritti.
Nel frattempo arrivava la primavera del 2002. Il 23
d’Aprile, un’auto m’investiva a bordo della mia moto.
Fortunatamente nulla di veramente serio, o per lo meno, dinnanzi a certi
casi, una semplice frattura multipla ma composta del femore, diventa una
sciocchezza. Potrà sembrare ridicolo, ma personalmente
attribuisco a quella frattura, buona parte dei meriti per quanto riguarda
la nascita di PcNat e ne spiego brevemente i motivi.
Dopo i primi periodi di gesso, la bella stagione incalzava, ed il mio
spirito libero, soffriva non poco tra le mura domestiche.
Per alleviare tali sofferenze, (e per sentire meno brontolii nelle
orecchie), Cris spesso mi portava al pomeriggio in Trebbia, in una zona
vicina alla città e facilmente accessibile con l’auto, proprio sotto il
castello di Rivalta. Praticando quasi quotidianamente
l’area, poco alla volta abbiamo fatto amicizia con altre persone,
anch'esse naturiste, che la
frequentavano assiduamente. Conoscemmo in quel modo
Mario, il gentile signore che ancor oggi ci rifornisce di porchetta… e
Pinuccia, Rita e Stefano oltre ad un discreto numero d’altri personaggi
poi scomparsi, di cui ora non ricordo il nome. Venivano spesso
anche Marino, Carla ed ovviamente, Alfredo. In tutto,
circa una dozzina di persone, nella migliore delle ipotesi.
Senza neppure volerlo, si era formato in modo assolutamente spontaneo, un
primo piccolo nucleo naturista piacentino. Non eravamo più in tre.
Va rilevato che, seppur non frequentasse assiduamente, anche in quel luogo
Alfredo aveva costruito il suo campo da bocce. Sotto il
castello di Rivalta passammo in sostanza tutta l’estate, interponendo
partite a bocce tra risate e fette d’anguria. Unico neo,
qualche fastidio proveniente da strani personaggi che girando in zona
scambiavano la nostra nudità con qualche cosa che accadeva di normalmente
poco più a valle, fenomeni trascurabili ma costanti, un tipo di problema
che, per buona sorte, è del tutto sconosciuto ora nel nostro posto sotto
la rocca. Ogni tanto Alfredo insisteva per fare un
giretto nell’alta valle, ma la pigrizia dei più unita ai problemi del mio
ginocchio, rimandavano sempre la cosa. Un bel giorno ci decidemmo;
stabilimmo di fare una camminata risalendo un tratto di torrente da S.
Salvatore fino alla rocca di Brugnello. Essendo un
giorno feriale, potemmo percorrere l’itinerario in nudità senza
infastidire alcuno. Finimmo in quel modo e per la prima
volta, nel punto dove oggi tutto il gruppo si ritrova.
Ovviamente molti di noi erano già stati prima sul luogo, ma singolarmente.
Quel giorno invece, vi era arrivato un gruppo di naturisti, compatto,
organizzato e per la prima volta, nudo. Passammo il
resto della stagione alla ricerca d’altre zone che potessero essere idonee
allo scopo. Alfredo puntava molto sull’Aveto, torrente
dai paesaggi altrettanto spettacolari, meno frequentati e molto più
isolati, il che favoriva maggiormente i nostri programmi. Di
contro però, le vie d’accesso erano molto più impervie, il sole spariva
troppo presto dietro le montagne, essendo una valle con pareti molto alte
e di una verticalità particolarmente marcata, ed in fine poi, la distanza
da Piacenza era notevole, tenendo presente poi, che molti arrivavano ben
da più lontano. Se ne andò anche la stagione del 2002 e,
camminando su e giù per quei torrenti in cerca di un posto, si fece
Autunno e poi Inverno. Nel frattempo, il sito che
avevamo aperto, aveva dato i suoi frutti, vi erano diversi iscritti ed una
buona comunicatività. La nostra realtà, cominciava a
farsi strada nella rete e tra l’Inverno e la Primavera del 2003, diverse
erano le persone che attraverso il web cercavano informazioni sul gruppo
piacentino, decise a venirci a trovare. In
collaborazione con ANITA, organizzammo nel Giugno di quell’anno il nostro
primo raduno sul Trebbia, ufficializzato da un’associazione nazionale, e
si stabilì a quel punto anche la scelta definitiva del nostro luogo
d'incontro, quello attuale sotto la rocca di Brugnello.
L’affluenza di partecipanti, pur non essendo certamente paragonabile a
quella di una qualsiasi Domenica di questi ultimi anni, ci entusiasmò
dandoci la carica per proseguire. Durante l'Estate 2003,
quasi tutte le domeniche la zona è stata frequentata, le prime amicizie
cominciavano a stringersi, i volti dei più assidui cominciavano ad essere
sempre più famigliari e dietro di quei timidi ma stabili inizi, anche
quella stagione finiva dando spazio all’inverno. Proprio
nell’inverno, il nostro sito, che fino a quel momento ci aveva così ben
sostenuti, sparì misteriosamente da un giorno all’altro e non ci fu
neppure dato modo di capirne il motivo. Ci trovammo in
seria difficoltà perché attraverso esso, si stava dando eco alla nostra
iniziativa e l’intenzione era di impiegare l’Inverno per consolidare la
nostra presenza nella realtà naturista. Come prima accennato, tramite quel
sito sparito nel nulla, un gruppo si era già formato, quella sospensione
rischiava di compromettere tutto ciò che si era ottenuto fino a quel
momento. Decidemmo allora di acquistare un dominio presso un
noto provider e dotarci di uno spazio tutto nostro nel web.
Il dominio, per legge, aveva per forza bisogno di un nome e fu così che
nacque PcNat, una sigla per dare un nome ad un sito.
Solo in seguito ed in modo naturale, il gruppo che si formava sotto la
rocca, ne prese anche il nome. I primi rocamboleschi
inizi, ci videro un po’ in difficoltà, in particolar modo col forum che
avevamo costruito, esso era molto semplice, certamente povero ed aperto a
chiunque. Ben presto ci portò anche problemi con
stupidi personaggi… ma poi tutto si risolse. Sostituimmo
il forum con quello attuale, ed anche il sito, in linea di massima,
assunse lo stile che a grandi linee ancora oggi mantiene.
Continuo a definirlo un sito “fatto in casa” un po’ così, senza tante
pretese, ma del resto non dobbiamo soddisfare nessuna clientela
particolare, siamo indipendenti, tra amici e pare che per noi, può bastare
anche così com’è.
Un po’ grossolanamente, ho tracciato le linee su cui
si è basata la nascita del nostro gruppo, arrivati a questo punto però mi
fermo, anche se la nostra storia ovviamente continua, anzi, è dall’anno
2004 che si fa particolarmente ricca d’avvenimenti e particolari.
Per conoscerli, basterà leggere i resoconti annuali che ogni fine anno
abbiamo inserito nel sito, raggiungibili dai collegamenti posti sul lato
sinistro di questa pagina. Suggerirei anche qualche cosa
di meglio. Si può avere una veduta ancor più ampia e più
precisa di ciò che è la nostra storia dal 2004 in poi, leggendo le vecchie
pagine del nostro forum, dalle quali è più facilmente percettibile
avvertire, oltre che gli avvenimenti minuziosamente tracciati che hanno
caratterizzato il nostro percorso, anche il bellissimo clima d’amicizia e
benessere che ci ha unito in questi anni.
Pagine scritte da tutti quanti voi…
Grazie di tutto
E.